mercoledì 3 dicembre 2008

Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere


Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Pass. Almanacchi per l'anno nuovo?
Vend. Sì signore.
Pass. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Vend. O illustrissimo, sì, certo.
Pass. Come quest'anno passato?
Vend. Più più assai.
Pass. Come quello di là?
Vend. Più più, illustrissimo.
Pass. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Vend. Signor no, non mi piacerebbe.
Paas. Quanti anni nuovi sono passati dacchè voi vendete almanacchi?
Vend. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Pass. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Vend. Io? Non saprei.
Pass. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Vend. No in verità, illustrissimo.
Pass. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. Cotesto si sa.
Pass. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Vend. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Pass. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta nè più nè meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Vend. Cotesto non vorrei.
Pass. Oh che altra vita vorreste rifare? La vita c'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Vend. Lo credo cotesto.
Pass. Nè anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Vend. Signor no davvero, non tornerei.
Pass. Oh che vita vorreste voi dunque?
Vend. Vorrei una vita così come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Pass. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Vend. Appunto.
Pass. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascono è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato che il bene; se a patto di riavere la vita di prima con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Vend. Speriamo.
Pass. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Vend. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Pass. Ecco trenta soldi.
Vend. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

lunedì 1 dicembre 2008

Un uccello azzurro - C. Bukowsky


Nel mio cuore c'e' un uccello azzurro
che vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani li' dentro, non voglio
che nessuno
ti veda.
Nel mio cuore c'e' un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
li' dentro
c'e' lui.
Nel mio cuore c'e' ui uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giu', mi vuoi fare andar fuori
di testa ?
vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro ?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa ?

nel mio cuore c'e' un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: io lo so che ci sei,
non essere
triste.
poi lo rimetto a posto,
ma lui li' dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
cosi'
col nostro
patto segreto
ed e' cosi' grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi ?

giovedì 13 novembre 2008

Il mondo che vi pare di catene
tutto è tessuto d'armnie profonde
.

Sandro Penna

martedì 11 novembre 2008

"Ah" - Charles Bukowsky

Non finirà mai, non ci saranno

soccorsi nè pietà nè cose vive,

andrà tutto avanti, inutilmente, percorso

di menzogne e vecchie abitudini,

continuerà così, vita di un corpo

senza testa, rifacendo sempre lo stesso

cammino, ripetendo sempre gli stessi trucchi,

sognando sogni già sognati,

come in una montagna deserta,

e nonostante miliardi di esseri

non ci sarà un solo vero uomo,

soltanto eterni rifiuti, e saranno veri

soltanto gli animali, soli depositari

di grazia e puro spirito,

saranno loro gli ultimi, gli autentici,

gli onesti, brace e significato

profondo, il lupo avrà cuore

e la pantera polmoni

e l'aquila occhi, e l'ultima

guerra sarà un uomo seduto su una

sedia, che se la ride di

tutto quanto.

Bianca - Afterhours

Sei il colore che non ho
e non catturerò
ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità

lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio

lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

vedrai . . .

domenica 9 novembre 2008

La acciughe fanno il pallone - F. De Andrè

Le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una

alla riva sbarcherò
alla riva verrà la gente
questi pesci sorpresi
li venderò per niente

se sbarcherò alla foce
e alla foce non c'è nessuno
la faccia mi laverò
nell'acqua del torrente

ogni tre ami
c'è una stella marina
amo per amo
c'è una stella che trema

ogni tre lacrime
batte la campana
passano le villeggianti
con gli occhi di vetro scuro

passano sotto le reti
che asciugano sul muro
e in mare c'è una fortuna
che viene dall'oriente

che tutti l'hanno vista
e nessuno la prende
ogni tre ami
c'è una stella marina

ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni tre notti
un sogno che mi consola

bottiglia legata stretta
come un'esca da trascinare
sorso di vena dolce
che liberi dal male

se prendo il pesce d'oro
ve la farò vedere
se prendo il pesce d'oro
mi sposerò all'altare

ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola

ogni balcone
una bocca che m'innamora
ogni tre ami
c'è una stella marina

ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora

le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una
non te ne lascia una
non te ne lascia

Ho visto Nina volare - F. De Andrè

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera

mastica e sputa
prima che venga neve
luce luce lontana
più bassa delle stelle

quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena

un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
e se lo sa mio padre
dovrò cambiar paese
se mio padre lo sa
mi imbarcherò sul mare

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera

mastica e sputa
prima che faccia neve
stanotte è venuta l'ombra
l'ombra che mi fa il verso

le ho mostrato il coltello
e la mia maschera di gelso
e se lo sa mio padre
mi metterò in cammino
se mio padre lo sa
mi imbarcherò lontano

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera

mastica e sputa
prima che metta neve
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena

un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
luce luce lontana
che si accende e si spegne

quale sarà la mano
che illumina le stelle
mastica e sputa
prima che venga neve

sabato 8 novembre 2008

La Nausea - J.P. Sartre

..."Uno passeggia, la luna s'è appena levata, si è oziosi, sfaccendati, un pò vuoti. E poi, d'un tratto, si pensa: "è capitato qualcosa". Una cosa qualsiasi: un leggero scricchiolìo nell'ombra, una sagoma leggera che attraversa la strada. Ma questo tenue avvenimento non è come gli altri: si vede subito che precede una grande forma il cui profilo si perde nella nebbia, e allora ci diciamo: "sta per cominciare qualcosa". Qualcosa comincia per finire: l'avventura non si lascia mettere appendici, non acquista significato che non con la sua morte. Ogni istante compare soltanto per condurre quelli che seguono. Ad ogni istante io tengo con tutto il cuore: so che è unico, insostituibile, e tuttavia non farò un gesto per impedirgli di annullarsi. Mi chino su ogni secondo, cerco di esaudirlo; nulla avviene ch'io non afferri, ch'io non fissi per sempre in me, nulla, né la fuggevole tenerezza di quegli occhi, né i rumori della vita: e tuttavia il minuto scorre ed io non lo trattengo, mi piace che passi. E poi, d'un tratto, qualcosa rompe di netto. L'avventura è finita, il tempo riprende la sua mollezza quotidiana. Mi volto. Dietro di me quella bella forma melodiosa affonda tutt'intera nel passato. Rimpicciolisce, declinando si contrae, e ormai la fine fa tutt'uno col principio. Penso che accetterei di rivivere tutto, nelle medesime circostanze, dal principio alla fine. Ma un'avventura non si ricomincia, né si prolunga."...

Tela di ragno - Gianmaria Testa

Sono una tela di ragno sospesa
Sono l’acqua che stagna marcita
Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita
Sono una mosca che sporca il bicchiere
Sono la brace che sporca il cuscino
Sono una sveglia che suona sbagliata di primo mattino
E…Sono un cane che abbaia di notte
Sono vernice che macchia il vestito
Sono un treno arrivato in ritardo che tutto è finito
E sono rogna patema imbarazzo
Sono un grumo di sale nei denti
Sono la chiave lasciata in ufficio che ha chiuso i battenti
Sono corrente che manca d’inverno
Sono ruota finita in un fosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono tempesta sul grano maturo
Sono singhiozzo che viene e non passa
Sono l’anello prezioso perduto nell’acqua più bassa
Sono un martello sul dito e sul muro
Sono una lettera che non arriva
Sono l’inutile cosa buttata che adesso serviva
Sono la coda nel posto sbagliato,gatto nero sull’itinerario,
coincidenza perduta partita da un altro binario
Sono la mano sudata che stringe
Sono zucchero al posto del sale
Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale
E…Sono sabbia che punge nel letto,scarafaggio che ti sale addosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono polvere nell’ingranaggio
Sono il rovescio che non ha medaglia
Sono l’ago trovato con un piede in un mucchio di paglia
Sono biglietto vincente perduto
Sono il rubinetto che cola una goccia
Sono saliva sputata che arriva e offende la faccia
Sono la porta che batte sul naso
Sono rifiuto da chi non ti aspetta
Sono vergogna privata finita alla gogna di tutti
Sono la mano sinistra del caso
Sono silenzio che gela un saluto
Sono soccorso che arriva correndo ma a tempo scaduto
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano al… semaforo rosso

martedì 28 ottobre 2008

The Highwayman

The Highwayman (McKennitt)

Il vento, un torrente di buio tra gli alberi squassati,
La luna, un galeone spettrale sbattuto su mari di nubi
La strada, un nastro di chiardiluna sulla brughiera purpurea
E il bandito di strada a cavallo,
a cavallo, a cavallo
Il bandito di strada a cavallo fino alla porta della vecchia locanda.

In testa un tricorno piumato, merletti fioriti sul mento,
Un manto di velluto scarlatto, calzoni di daino bruno
Portati senza neanche una piega; stivali alti alla coscia!
E cavalcava in uno scintillìo come di gioielli,
scintillavano i calci delle pistole,
E balenava l'elsa dello stocco sotto il cielo baluginante.

Sui ciottoli scalpitava nel buio cortile della locanda,
E bussò col suo frustino agli scuri, ma tutto era chiuso e tangato;
Fischiò un'aria alla finestra, e chi vi stava a aspettare
Se non la figlia occhineri del padrone,
Bess, la figlia del padrone,
Che intrecciava un vermiglio nodo d'amore nei suoi lunghi capelli neri.

"Un bacio, mia dolce amata, sto seguendo una preda stanotte,
Ma sarò di ritorno con l'oro lucente prima della luce del mattino;
Ma se m'incalzeranno dappresso, e mi tormenteranno durante il giorno,
Allora cercami al chiardiluna,
Veglia su di me al chiardiluna,
Verrò da te al chiardiluna, anche se l'inferno mi sbarrasse la strada."

Si alzò dritto sulle staffe; le arrivava appena alla mano
Ma lei sciolse i capelli alla finestra! E la faccia gli si incendiò
Quando la nera cascata di profumo precipitò sul suo petto;
E baciò i capelli ondulati nel chiardiluna,
(Oh, dolci onde nel chiardiluna!)
Poi strattonò le redini nel chiardiluna, e galoppò lontano a occidente.

Non venne all'albeggiare; non venne a mezzogiorno;
Né dopo rosso tramonto, prima del sorgere della luna,
Quando la strada era un nastro gitano annodato alla brughiera purpurea
Una truppa dalla giubba rossa giunse marciando--
Marciando, marciando--
Gli uomini del re Giorgio vennero marciando alla porta della vecchia locanda.

Non dissero parola all'oste; bevvero invece la sua birra.
Imbavagliarono sua figlia, e la legarono ai piedi del letto stretto.
Due di loro si sporsero alla sua finestra, con moschetti al loro fianco!
Vi era morte a ogni finestra;
L'inferno a una scura finestra;
Perché Bess vedeva, attraverso il telaio, la strada che lui avrebbe cavalcato.

La legarono sull'attenti, con molti gesti maliziosi.
Posero un moschetto vicino a lei, con la canna sul suo petto!
"Adesso, fai buona guardia!" e la baciarono. Lei udì il morto dire--
Cercami nel chiardiluna,
Veglia su di me nel chiardiluna,
Verrò da te nel chiardiluna, anche se l'inferno mi sbarrasse la strada!

Lei torse le mani dietro di se; ma tutti i nodi erano saldi!
Torse le mani finché le sue dita furono madide di sudore o sangue!
Si tesero e sforzarono nell'oscurità, e le ore si trascinavano come anni,
Finché, allo scoccare della mezzanotte,
Freddo, allo scoccare della mezzanotte,
La punta di un dito lo toccò! Il grilletto alla fine era suo!

Tlot-tlot! Avevano sentito? Gli zoccoli del cavallo suonavano chiari;
Tlot-tlot, in lontananza! Erano sordi a non sentire?
Lungo il nastro di luna, oltre il ciglio della collina,
Il bandito venne a cavallo -
Cavalcando, cavalcando
Le giubbe rosse guardarono alle loro armi! Lei si alzò, dritta e silenziosa.

Tlot, nel gelido silenzio; Tlot, nella notte echeggiante!
Più vicino divenne e più vicino ancora. Il volto di lei era come una luce
Gli occhi crebbero un istante; prese un ultimo profondo respiro,
Poi le sue dita si mossero nel chiardiluna,
Il moschetto infranse il chiardiluna,
Infranse il suo petto nel chiardiluna e lo avvertì con la sua morte.

Egli si volse. Spronò verso ovest, non sapeva chi giaceva
Chinata, con la testa sopra il moschetto, intrisa del suo stesso sangue!
Non lo sentì sino all'alba, e la sua faccia divenne grigia a sentire
Come Bess, la figlia dell'oste,
La figlia occhineri dell'oste,
Aveva vegliato per il suo amore nel chiardiluna, e là era morta nell'oscurità.

E indietro, spronò come un pazzo, urlando una maledizione al cielo,
Con la bianca strada fumante dietro di lui e il suo stocco brandito alto.
Rosso sangue erano i suoi speroni nel mezzogiorno dorato; rosso vino la sua giacca di velluto;
Quando gli spararono sulla strada maestra,
Lo abbatterono come un cane sulla strada maestra,
E giacque nel suo sangue sulla strada maestra, coi merletti fioriti alla gola.

E ancora dicon che una notte d'inverno quando il vento squassa gli alberi,
Quando la luna è un galeone spettrale sbattuto su mari di nubi,
Quando la strada è un nastro di chiardiluna sulla brughiera purpurea
Dicon che un bandito di strada a cavallo,
a cavallo, a cavallo
Che un bandito di strada arrivi a cavallo fino alla porta della vecchia locanda.

venerdì 24 ottobre 2008

24 Ottobre 2008

Come si vede che non ho un cazzo da fare o come direbbero i marchigiani "non ho da fatigà".
Ebbene mi trovo innanzi al mio cuor di mela e do libero sfogo alle assurde connessioni neurali che mi contraddistinguono .... Cosa scrivere ? Semplici banalità.