Il mondo che vi pare di catene
tutto è tessuto d'armnie profonde.
Sandro Penna
giovedì 13 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
"Ah" - Charles Bukowsky
Non finirà mai, non ci saranno
soccorsi nè pietà nè cose vive,
andrà tutto avanti, inutilmente, percorso
di menzogne e vecchie abitudini,
continuerà così, vita di un corpo
senza testa, rifacendo sempre lo stesso
cammino, ripetendo sempre gli stessi trucchi,
sognando sogni già sognati,
come in una montagna deserta,
e nonostante miliardi di esseri
non ci sarà un solo vero uomo,
soltanto eterni rifiuti, e saranno veri
soltanto gli animali, soli depositari
di grazia e puro spirito,
saranno loro gli ultimi, gli autentici,
gli onesti, brace e significato
profondo, il lupo avrà cuore
e la pantera polmoni
e l'aquila occhi, e l'ultima
guerra sarà un uomo seduto su una
sedia, che se la ride di
tutto quanto.
Bianca - Afterhours
Sei il colore che non ho
e non catturerò
ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità
lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio
lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
vedrai . . .
e non catturerò
ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio
fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità
lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio
lo sai
lo sai
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa
vedrai . . .
domenica 9 novembre 2008
La acciughe fanno il pallone - F. De Andrè
Le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una
alla riva sbarcherò
alla riva verrà la gente
questi pesci sorpresi
li venderò per niente
se sbarcherò alla foce
e alla foce non c'è nessuno
la faccia mi laverò
nell'acqua del torrente
ogni tre ami
c'è una stella marina
amo per amo
c'è una stella che trema
ogni tre lacrime
batte la campana
passano le villeggianti
con gli occhi di vetro scuro
passano sotto le reti
che asciugano sul muro
e in mare c'è una fortuna
che viene dall'oriente
che tutti l'hanno vista
e nessuno la prende
ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni tre notti
un sogno che mi consola
bottiglia legata stretta
come un'esca da trascinare
sorso di vena dolce
che liberi dal male
se prendo il pesce d'oro
ve la farò vedere
se prendo il pesce d'oro
mi sposerò all'altare
ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora
ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora
le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una
non te ne lascia una
non te ne lascia
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una
alla riva sbarcherò
alla riva verrà la gente
questi pesci sorpresi
li venderò per niente
se sbarcherò alla foce
e alla foce non c'è nessuno
la faccia mi laverò
nell'acqua del torrente
ogni tre ami
c'è una stella marina
amo per amo
c'è una stella che trema
ogni tre lacrime
batte la campana
passano le villeggianti
con gli occhi di vetro scuro
passano sotto le reti
che asciugano sul muro
e in mare c'è una fortuna
che viene dall'oriente
che tutti l'hanno vista
e nessuno la prende
ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni tre notti
un sogno che mi consola
bottiglia legata stretta
come un'esca da trascinare
sorso di vena dolce
che liberi dal male
se prendo il pesce d'oro
ve la farò vedere
se prendo il pesce d'oro
mi sposerò all'altare
ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora
ogni tre ami
c'è una stella marina
ogni tre stelle
c'è un aereo che vola
ogni balcone
una bocca che m'innamora
le acciughe fanno il pallone
che sotto c'è l'alalunga
se non butti la rete
non te ne lascia una
non te ne lascia una
non te ne lascia
Ho visto Nina volare - F. De Andrè
Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che venga neve
luce luce lontana
più bassa delle stelle
quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
e se lo sa mio padre
dovrò cambiar paese
se mio padre lo sa
mi imbarcherò sul mare
Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che faccia neve
stanotte è venuta l'ombra
l'ombra che mi fa il verso
le ho mostrato il coltello
e la mia maschera di gelso
e se lo sa mio padre
mi metterò in cammino
se mio padre lo sa
mi imbarcherò lontano
Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che metta neve
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
luce luce lontana
che si accende e si spegne
quale sarà la mano
che illumina le stelle
mastica e sputa
prima che venga neve
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che venga neve
luce luce lontana
più bassa delle stelle
quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
e se lo sa mio padre
dovrò cambiar paese
se mio padre lo sa
mi imbarcherò sul mare
Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che faccia neve
stanotte è venuta l'ombra
l'ombra che mi fa il verso
le ho mostrato il coltello
e la mia maschera di gelso
e se lo sa mio padre
mi metterò in cammino
se mio padre lo sa
mi imbarcherò lontano
Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che metta neve
ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena
luce luce lontana
che si accende e si spegne
quale sarà la mano
che illumina le stelle
mastica e sputa
prima che venga neve
sabato 8 novembre 2008
La Nausea - J.P. Sartre
..."Uno passeggia, la luna s'è appena levata, si è oziosi, sfaccendati, un pò vuoti. E poi, d'un tratto, si pensa: "è capitato qualcosa". Una cosa qualsiasi: un leggero scricchiolìo nell'ombra, una sagoma leggera che attraversa la strada. Ma questo tenue avvenimento non è come gli altri: si vede subito che precede una grande forma il cui profilo si perde nella nebbia, e allora ci diciamo: "sta per cominciare qualcosa". Qualcosa comincia per finire: l'avventura non si lascia mettere appendici, non acquista significato che non con la sua morte. Ogni istante compare soltanto per condurre quelli che seguono. Ad ogni istante io tengo con tutto il cuore: so che è unico, insostituibile, e tuttavia non farò un gesto per impedirgli di annullarsi. Mi chino su ogni secondo, cerco di esaudirlo; nulla avviene ch'io non afferri, ch'io non fissi per sempre in me, nulla, né la fuggevole tenerezza di quegli occhi, né i rumori della vita: e tuttavia il minuto scorre ed io non lo trattengo, mi piace che passi. E poi, d'un tratto, qualcosa rompe di netto. L'avventura è finita, il tempo riprende la sua mollezza quotidiana. Mi volto. Dietro di me quella bella forma melodiosa affonda tutt'intera nel passato. Rimpicciolisce, declinando si contrae, e ormai la fine fa tutt'uno col principio. Penso che accetterei di rivivere tutto, nelle medesime circostanze, dal principio alla fine. Ma un'avventura non si ricomincia, né si prolunga."...
Tela di ragno - Gianmaria Testa
Sono una tela di ragno sospesa
Sono l’acqua che stagna marcita
Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita
Sono una mosca che sporca il bicchiere
Sono la brace che sporca il cuscino
Sono una sveglia che suona sbagliata di primo mattino
E…Sono un cane che abbaia di notte
Sono vernice che macchia il vestito
Sono un treno arrivato in ritardo che tutto è finito
E sono rogna patema imbarazzo
Sono un grumo di sale nei denti
Sono la chiave lasciata in ufficio che ha chiuso i battenti
Sono corrente che manca d’inverno
Sono ruota finita in un fosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono tempesta sul grano maturo
Sono singhiozzo che viene e non passa
Sono l’anello prezioso perduto nell’acqua più bassa
Sono un martello sul dito e sul muro
Sono una lettera che non arriva
Sono l’inutile cosa buttata che adesso serviva
Sono la coda nel posto sbagliato,gatto nero sull’itinerario,
coincidenza perduta partita da un altro binario
Sono la mano sudata che stringe
Sono zucchero al posto del sale
Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale
E…Sono sabbia che punge nel letto,scarafaggio che ti sale addosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono polvere nell’ingranaggio
Sono il rovescio che non ha medaglia
Sono l’ago trovato con un piede in un mucchio di paglia
Sono biglietto vincente perduto
Sono il rubinetto che cola una goccia
Sono saliva sputata che arriva e offende la faccia
Sono la porta che batte sul naso
Sono rifiuto da chi non ti aspetta
Sono vergogna privata finita alla gogna di tutti
Sono la mano sinistra del caso
Sono silenzio che gela un saluto
Sono soccorso che arriva correndo ma a tempo scaduto
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano al… semaforo rosso
Sono l’acqua che stagna marcita
Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita
Sono una mosca che sporca il bicchiere
Sono la brace che sporca il cuscino
Sono una sveglia che suona sbagliata di primo mattino
E…Sono un cane che abbaia di notte
Sono vernice che macchia il vestito
Sono un treno arrivato in ritardo che tutto è finito
E sono rogna patema imbarazzo
Sono un grumo di sale nei denti
Sono la chiave lasciata in ufficio che ha chiuso i battenti
Sono corrente che manca d’inverno
Sono ruota finita in un fosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono tempesta sul grano maturo
Sono singhiozzo che viene e non passa
Sono l’anello prezioso perduto nell’acqua più bassa
Sono un martello sul dito e sul muro
Sono una lettera che non arriva
Sono l’inutile cosa buttata che adesso serviva
Sono la coda nel posto sbagliato,gatto nero sull’itinerario,
coincidenza perduta partita da un altro binario
Sono la mano sudata che stringe
Sono zucchero al posto del sale
Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale
E…Sono sabbia che punge nel letto,scarafaggio che ti sale addosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono polvere nell’ingranaggio
Sono il rovescio che non ha medaglia
Sono l’ago trovato con un piede in un mucchio di paglia
Sono biglietto vincente perduto
Sono il rubinetto che cola una goccia
Sono saliva sputata che arriva e offende la faccia
Sono la porta che batte sul naso
Sono rifiuto da chi non ti aspetta
Sono vergogna privata finita alla gogna di tutti
Sono la mano sinistra del caso
Sono silenzio che gela un saluto
Sono soccorso che arriva correndo ma a tempo scaduto
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano al… semaforo rosso
Iscriviti a:
Post (Atom)
