sabato 8 novembre 2008
La Nausea - J.P. Sartre
..."Uno passeggia, la luna s'è appena levata, si è oziosi, sfaccendati, un pò vuoti. E poi, d'un tratto, si pensa: "è capitato qualcosa". Una cosa qualsiasi: un leggero scricchiolìo nell'ombra, una sagoma leggera che attraversa la strada. Ma questo tenue avvenimento non è come gli altri: si vede subito che precede una grande forma il cui profilo si perde nella nebbia, e allora ci diciamo: "sta per cominciare qualcosa". Qualcosa comincia per finire: l'avventura non si lascia mettere appendici, non acquista significato che non con la sua morte. Ogni istante compare soltanto per condurre quelli che seguono. Ad ogni istante io tengo con tutto il cuore: so che è unico, insostituibile, e tuttavia non farò un gesto per impedirgli di annullarsi. Mi chino su ogni secondo, cerco di esaudirlo; nulla avviene ch'io non afferri, ch'io non fissi per sempre in me, nulla, né la fuggevole tenerezza di quegli occhi, né i rumori della vita: e tuttavia il minuto scorre ed io non lo trattengo, mi piace che passi. E poi, d'un tratto, qualcosa rompe di netto. L'avventura è finita, il tempo riprende la sua mollezza quotidiana. Mi volto. Dietro di me quella bella forma melodiosa affonda tutt'intera nel passato. Rimpicciolisce, declinando si contrae, e ormai la fine fa tutt'uno col principio. Penso che accetterei di rivivere tutto, nelle medesime circostanze, dal principio alla fine. Ma un'avventura non si ricomincia, né si prolunga."...
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